IV Domenica di Avvento
- madonnagravidelle
- 20 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Proponiamo due riflessioni sul Vangelo di questa Domenica d'Avvento a cura del Diacono Salvatore Nolasco e della Prof.ssa Clara Lamancusa.

Cosa significa uomo giusto? L’uomo giusto è colui che fa la volontà di Dio e ne segue i suoi insegnamenti sul modello di Cristo Gesù … Riflessione: facile a dirsi, difficile a farsi!!! Si può essere leali, onesti, corretti … ma giusti è quel qualcosa in più che rende l’uomo degno, felice e partecipe di un bene più grande, perché si distingue dalla mera bontà, implica una scelta consapevole di rettitudine, responsabilità e sacrificio per la comunità, e si traduce in azioni concrete …. l’uomo giusto ha fame di giustizia universale. Perché allora Giuseppe è uomo giusto? Ritengo che la risposta stia nella forza consolatrice dello Spirito Santo …... Giuseppe accetta la volontà di Dio senza rivendicazioni e interessi personali. Egli ama in maniera straordinariamente libera e dimostra di mettere al centro dei suoi progetti l'imprevedibile agire dello Spirito. La felicità di Giuseppe è nella logica del dono di sé: accoglie il piano di Dio, ne assume la responsabilità e si riconcilia con la propria storia.
Ciascuno di noi deve prendere esempio da Giuseppe, egli NON è un uomo rassegnato, condannato al silenzio. Tutti noi dobbiamo avere il coraggio di essere protagonisti nell’intero disegno di salvezza che Dio, tramite Gesù ha preparato per ciascuno di noi. Con l’aiuto dello Spirito Santo dobbiamo imparare a scoprire che oltre alla realtà che vediamo tutti i giorni, c'è un piano di Dio da accettare con benevolenza e responsabilità. Giuseppe ci insegna così che avere fede in Dio comprende pure il credere che egli può operare anche attraverso le nostre paure, le nostre fragilità, la nostra debolezza. Lo Spirito Santo è la fonte d’amore inestinguibile che aiuta Giuseppe a comprendere che l’amore è al di sopra di tutto … “”non temere Giuseppe di amare Maria, chi ama non sbaglia!!””.
Cari fratelli e sorelle, Dio non interviene a risolvere i problemi con una bacchetta magica, non ci salva dai conflitti ma è sempre con noi ad affrontare i problemi, opera con noi usa il nostro cuore, legge i nostri pensieri immaginando di ipotizzare soluzioni nuove. Di cosa sto parlando? Dell’arte dell'accompagnamento, che cammina insieme a noi, con l’unico scopo di “proteggere la vita con la propria vita”. Conoscere la semplice umanità di Gesù mi ha sempre affascinato, il mettere la persona prima delle regole mi ha fatto esplodere di gioia. Desidero dire, in termini molto pratici, che prima ancora di incarnarsi nel seno di Maria Gesù ha certamente ascoltato il racconto di Giuseppe su come ha conosciuto Maria, su come è stato il loro fidanzamento e il loro matrimonio, ai figli piace ascoltare queste storie. Ma voi …. avete mai raccontato la vostra storia d’amore e, non parlo solo di quella coniugale, a Gesù?
Se non l’avete fatto, vi consiglio di farlo …. Possiamo essere poveri di tutto, ma NON certamente d’Amore, perché saremmo poveri di Lui. Per questo stiamo facendo il cammino di avvento: per riscoprirci amati per scegliere di amare.
Diacono Salvatore Nolasco

L’evangelista Matteo, nel descrivere gli eventi del concepimento e della nascita di Gesù,
ci offre una riflessione sulla fiducia, sull’obbedienza e sull’accoglienza del mistero di Dio. Giuseppe, uomo giusto, è costretto a confrontarsi con una situazione più grande di lui e che sembri violare la legge di Mosè; la sua decisione iniziale è, dunque, quella di ripudiare Maria “in segreto”, per proteggerla. Ma Dio agisce, portando chiarezza e annullando la paura. L’angelo interviene nel momento di crisi interiore, invitando Giuseppe a “non temere” poiché ciò che Dio sta facendo è un’azione di salvezza.
Di fronte a tutto ciò, Giuseppe non pone domande, né controbatte: ascolta in silenzio il messaggio da parte di Dio e obbedisce immediatamente; il suo gesto è segno concreto di fede che permette alla storia della salvezza di compiersi. Giuseppe si fida, si affida e confida. Spesso la nostra vita assomiglia a questo brano evangelico: tutti noi pianifichiamo ogni singolo istante, ogni evento importante, attendendo la sua realizzazione; ma, a volte, la realtà arriva inaspettata, diversa e stravolge ogni cosa. È proprio in quel momento che non dobbiamo cadere nella disperazione, ma riconoscere la presenza costante di Dio nella nostra quotidianità, affinché ci possa dare il coraggio di accogliere i suoi progetti anche quando ci turbano, trasformando le difficoltà in cammino di salvezza e di gioia.
Clara Lamancusa




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