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Capacità di soffrire in silenzio

4 settembre - Sesto giorno Novena 2025


Immagine generata con IA - Gemini
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Matteo 1,18-20

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.  Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.  Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo».



Il dubbio di Giuseppe

Il brano del vangelo ci descrive quello che viene chiamato il “dubbio di Giuseppe”, un momento particolare nella sua vita di sposo della Vergine Maria. Si accorge della sua maternità. Non ne sa l’origine. Non può pensare certo ad un’infedeltà di Maria perché la conosce troppo bene. Un momento di dramma per lui e certamente anche per Maria. Stupisce il fatto che Maria non parla, non dà spiegazioni. Lascia fare al Signore. Soffre nascostamente, in silenzio. Dio interviene, chiarisce il mistero. Maria e Giuseppe ci danno esempio palese di abbandono in Dio, di sopportazione silenziosa della sofferenza. La sofferenza non manca nella vita di ognuno. Anche noi ci troviamo spesso dinanzi a questo mistero. Come l’affrontiamo? Deve essere dominante la fede per trasformare i momenti bui in preghiera fiduciosa a colui che è nostro Padre.

 

Preghiera

O Maria, silenziosa ed eroica creatura,

 tutta abbandonata in Dio

 e ricca di fede coraggiosa e attiva:

 noi guardiamo a te nelle nostre pene,

 nelle nostre sconfitte,

 nei momenti oscuri dell’insuccesso,

 quando non vediamo la strada

e ci mancano le forze.

 Fa’ che non disperiamo mai.

 Fa’ che sappiamo evitare il lamento

 E il pianto sterile, ma diamo voce

 Alla nostra fiducia in Dio solo

 perché sia Lui a liberarci, a confortarci.

 Insegnaci la preghiera delle ore tristi,

 la preghiera dei momenti bui,

 la preghiera dell’angoscia

 che approda in Dio, Padre e soccorritore.

 E tu stessa in quei momenti

 rimanici accanto materna,

 con la tua carezza sostienici,

 con il tuo aiuto sollevaci,

 con il tuo esempio richiamaci:

 per te e con te tornerà la luce.

 

 

 

 

 

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